Archivio per Marzo, 2008

Ennio Quirino Visconti

Ennio Quirino Visconti (Roma, 1 novembre 1751 – Parigi, 7 febbraio 1818) è stato un archeologo e politico italiano.

Era il figlio del prefetto pontificio per le antichità Giovanni Battista Antonio Visconti.

Collaborò con il padre per l’edizione di un catalogo per la collezione del Museo Pio-Clementino. In seguito proseguì da solo l’opera del padre e divenne conservatore dei Musei Capitolini di Roma e console della Repubblica romana del 1798-1799.

Nel 1799 andò a Parigi come rifugiato politico, e divenne curatore delle antichità al Louvre. Nel 1803 divenne professore e membro dell’Institut de France.

Si occupò di iconografia greca e di plastica romana. Scrisse anche il primo volume sulla iconografia romana che per molti anni ha costituito il punto di riferimento sull’argomento. I rimanenti tre volumi furono pubblicati, dopo la sua morte, fino al 1826.

Suo figlio fu l’architetto francese Louis Tullius Visconti.

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Modalità di ammissione

Test di ammissioneDal 2002 tutti gli studenti che vogliono accedere alla formazione accademica devono sostenere un test di ammissione. L’esame consiste nel superamento di prova una culturale e di prove tecnico-artistiche differenziate per indirizzo e un eventuale colloquio attitudinale.
Corsi triennali a numero chiuso

Possono iscriversi ai test di ammissione tutti coloro che sono in possesso di un diploma di maturità di scuola secondaria superiore o equipollenti, compresi i diplomi di maturità artistica (Liceo Artistico) di prima e seconda sezione e i diplomi di Istituto d’Arte (5 anni). L’esame consiste nel superamento di prove culturali e di prove tecnico-artistiche. Leggi il seguito di questo post »

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Accademia di Belle Arti di Brera

L’Accademia di Belle Arti di Brera, più nota come Accademia di Brera, è un ateneo pubblico con sede in via Brera 28 a Milano.

Secondo l’attuale offerta formativa (MIUR) l’Accademia di Brera è compresa nel comparto universitario, nel settore dell’Alta Formazione Artistica e Musicale e rilascia diplomi accademici di 1° livello (equiparati alla laurea) e di 2° livello (equiparati alla laurea magistrale). Leggi il seguito di questo post »

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Accademia nazionale di San Luca

L’Accademia di San Luca, era un’associazione di artisti di Roma, fondata ufficialmente nel 1593 da Federico Zuccari, che ne fu anche primo direttore (Principe), con il presupposto di elevare il lavoro degli artisti al di sopra del semplice artigianato. Durante i primi anni di vita, l’associazione finì nell’orbita del patronato papale, che dominò e controllò l’istituzione. L’accademia venne intitolata nei primi del ‘600 all’evangelista San Luca dopo la sua nomina a protettore di tutti i pittori. Secondo la leggenda, infatti, Luca fu l’autore del primo ritratto della Vergine Maria.

Prima di questa isituzione gli artisti facevano riferimeto all’antichissima Università dei Pittori, Miniatori e Ricamatori, corporazione di mestiere i cui statuti e privilegi vennero rinnovati sotto Papa Sisto IV il 17 dicembre 1478.

Nel 1605, papa Paolo V concesse all’istituzione il giorno della festa di San Luca il diritto di concedere la grazia a tutti i condannati scelti dai membri dell’accademia. Nel 1620, Urbano VIII concesse il diritto all’Accademia di San Luca di stabilire chi poteva esser considerato “artista” a Roma e tredici anni più tardi, nel 1633, ne diede la capacità di poter tassare tutti gli artisti ed il monopolio su tutte le commissioni pubbliche dello Stato Pontificio. L’accademia entrò sotto l’alto patronato del nipote del Papa, il cardinal Francesco Barberini, Sr..

Nel corso degli anni l’autorità papale prese sempre più il controllo dell’istituzione. L’accademia aveva lo scopo secondo molti critici moderni di dare un’alta educazione agli artisti ma allo stesso tempo di esercitare su di loro il controllo diretto della Chiesa. I Principi dell’Accademia di San Luca, erano eminenti personalità artistiche elette dal corpo accademico, tra coloro che ricoprirono questa carica ci furono personalità illustri del mondo dell’arte come Gian Lorenzo Bernini o Domenichino. Nonostante tutto molti importanti artisti rimasero al di fuori di questa istituzione e non vennero mai ammessi nel circuito dell’accademia. Nel corso degli anni per questo motivo nacquero a Roma scuole di artisti alternativa all’accademia, che si opponevano al modo di concepire l’arte da parte di questa istituzione ufficiale, una delle più famose fu la Scuola dei Bamboccianti.

Dopo l’Unità d’Italia, e l’annessione di Roma al Regno nel 1870, a partire del 1872 si trasformò in “Accademia Reale”, e con l’istituzione della Repubblica dal 1948 cambiò di nuovo nome diventando “Nazionale”. it.wikipedia.org

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Accademia ligustica di Belle Arti

L’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, fondata nel 1751, riunisce le funzioni di scuola di formazione artistica e di museo. L’aggettivo ligustica deriva dal nome della regione Liguria, dall’originario nome dei Liguri nell’Antichità (Lygies).

Situata nella centrale piazza De Ferrari, e circondata da un ombroso porticato che si prolunga fino al vicino Teatro Carlo Felice, ha avuto fra i suoi docenti personaggi di fama internazionale tra i quali i pittori Cesare Viazzi e Giannetto Fieschi, l’artista performativo Cesare Viel, il fotografo Fredrick Clarke ed il pittore informale neo-espressionista Roberto Merani. // // //

Tra i più noti diplomati dell’Accademia Ligustica vi è l’italo-britannica Vanessa Beecroft (nata a Genova nel 1969 ma residente a New York), conosciuta per le sue performance artistiche rappresentate in tutto il mondo.
it.wikipedia.org

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Sigismondo Pandolfo Malatesta

Sigismondo Pandolfo Malatesta (Rimini, 19 giugno 1417 – Rimini, 7 ottobre 1468) (“il lupo di Rimini”), figlio di Pandolfo III Malatesta e dell’amante Antonia da Barignano, fu signore di Rimini e Fano dal 1432, mentre suo fratello Domenico Malatesta lo fu di Cesena. Venne investito del titolo di cavaliere dal Re del Sacro Romano Impero, Sigismondo di Lussemburgo. Considerato dai suoi contemporanei come uno dei più audaci condottieri militari in Italia, lo ritroviamo in molte battaglie che caratterizzarono quel periodo. Fu più volte assoldato dai Papi, del quale era vicario, comandò le truppe veneziane nella campagna contro la Repubblica Ambrosiana e contro Francesco Sforza, nonché quella del 1465 contro l’Impero Ottomano. Aiutò anche i Fiorentini nella resistenza all’invasione di Alfonso V d’Aragona, riuscendo a rompere l’assedio posto da questi a Piombino con una manovra che sorprese sia il nemico che gli alleati. Per questa azione gli fu concesso il trionfo a Firenze. Questa azione tuttavia, gli portò contro l’ira del Re d’Aragona, che lo odiò per tutta la vita e diede il compito al figlio di distruggere lo stato malatestiano. Questo odio nei suoi confronti lo riempì di difficoltà dalle quali non sempre riuscì a districarsi. Le sue condotte gli tirarono contro la fama di infido e menefreghista, come in occasione della condotta per Siena, che avrà ripercussioni per gli annia venire. In realtà, la sua condotta non esemplare, non era dovuta al suo carattere, ma al fatto che aveva da pensare anche, e soprattutto al suo stato, che era sempre in guerra con quello dei Montefeltro, guidato da Federico da Montefeltro. Resti del suo dominio li ritroviamo in tutto il territorio posto sotto il suo controllo. Numerose sono le rocche che controllavano il suo Stato e delle quali ne nominiamo alcune: Rimini, Fano, Verucchio, Gradara, Mondaino, Montefiore, San Leo, Montebello, Santarcangelo e tante altre, che costellano il paesaggio, dando un tocco pittoresco ad ogni collina del crinale marchigiano-romagnolo.

Fu anche poeta e patrono delle arti, a lui si deve la creazione di uno dei monumenti simbolo della città di Rimini e dell’intero Rinascimento: il Tempio Malatestiano. Ebbe tre mogli, in ordine Ginevra d’Este, Polissena Sforza e Isotta degli Atti. Pare che la seconda fu assassinata da lui stesso. Solo la terza fu sposata non per fini politici (nel 1456), infatti, non trasse alcun vantaggio politico-militare, ma almeno ufficializzò la sua decennale relazione con Isotta e gli aveva dato anche un figlio illeggittimo. Leggi il seguito di questo post »

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Piero della Francesca

Piero della Francesca (Sansepolcro, 1412 – Sansepolcro, 12 ottobre 1492) è stato un pittore e matematico italiano.[1]

La sua opera pittorica – centrata quasi esclusivamente su temi di carattere religioso – servì come punto di riferimento per molti artisti rinascimentali, primo fra tutti l’altro grande maestro della prospettiva nel Quattrocento, Melozzo da Forlì.

Fu un uomo pienamente rinascimentale e dunque fiducioso nelle capacità umane tanto da ritenere che queste, se ben indirizzate, potessero far affacciare l’uomo al dogma. Fin dalle prime opere note si evidenziarono le caratteristiche tipiche di Piero: estrema attenzione all’organizzazione prospettica e ritmica, semplificazione geometrica dei volumi, movimento colto nell’attimo in cui esso può eternarsi, passaggi intermedi tra una tonalità di colore ed un’altra per evitare bruschi contrasti, luce non fisica ma intellettuale, che pervade tutte le sue opere: in generale, una realtà decantata dalla mente umana. Leggi il seguito di questo post »

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Accademia di Belle Arti (Roma)

L’Accademia di Belle Arti di Roma è una fra le più importanti e antiche accademie di Belle Arti d’Italia ed è stata, inoltre, la prima legalmente riconosciuta dal ministero dell’istruzione italiano (attualmente Ministero dell’Università e della Ricerca). Leggi il seguito di questo post »

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