L’Accademia di Belle Arti di Roma è una fra le più importanti e antiche accademie di Belle Arti d’Italia ed è stata, inoltre, la prima legalmente riconosciuta dal ministero dell’istruzione italiano (attualmente Ministero dell’Università e della Ricerca).
Storia
Alla fine del Cinquecento, spinti dal desiderio di onorare le arti e di riunire, finalmente, attorno ad un unico tavolo tutti gli artisti di riconosciuta autorevolezza dell’epoca, Girolamo Muziano e Federico Zuccari si fanno promotori della fondazione di un’accademia a Roma che riunisse le tre arti, della pittura, scultura e architettura, collegate fra di loro dall’uso del disegno come strumento espressivo primario. L’accademia, denominatasi in un primo momento “di San Luca”, grazie alla presenza dei più insigni artisti sia italiani che stranieri, crebbe subito talmente tanto, da essere presa a modello per le analoghe istituzioni che sorsero in tutta Europa tra il XVII e XVIII secolo.
La necessità illuminista di trasformare l’insegnamento teorico delle scuole in una più concreta trasmissione dei saperi, spinse l’istituzione, di un’Accademia del Nudo che, sotto la direzione dell’Accademia di San Luca, organizza quel primo livello d’apprendimento dedicato alla copia dal vero.
Con il passare dei secoli l’Accademia Romana risponde ai cambiamenti politici e sociali successivi al tramonto della rivoluzionaria ed egalitaria esperienza napoleonica, adeguandosi, apparentemente, al rinchiudersi in sé di una politica pontificia conservatrice, ma in realtà mantenendosi aperta alla ricezione del dibattito artistico internazionale.
L’Accademia si trova da questo momento incaricata di controllare su quanto si va operando all’interno della città in campo artistico: alcuni esempi sono la ricostruzione della basilica di San Paolo fuori le mura distrutta da un incendio ed il restauro del Pantheon. All’istituto viene assegnato l’edificio ottocentesco del “ferro di cavallo”, situato in via Ripa. La fama in continua crescita consentì, inoltre, l’arricchimento della biblioteca con nuovi volumi, riviste d’arte e altri documenti di particolare valore.
Nel 1883 gli furono donati i fregi distaccati dalle pareti della torre cinquecentesca di Paolo III Farnese nel convento dell’Ara Coeli, salvati grazie alla sensibilità del pittore Francesco Prosperi, allora suo direttore. fonte:


